girailcucchiaino

Mi raccontano che da piccolo, quando mi venivano regalate macchinine, pistole, giocattoli vari, non chiedevo “come funziona”, ma: “come si rompe?”. Volevo guardarci dentro. Volevo capire.

Da allora, nella vita, ho fatto tanti mestieri e inventato tante cose, alcune sembrano addirittura cose serie. Ma, nonostante questo, ciò che ha sempre stupito di più mia sorella non sono stati i miei marchingegni, ma il fatto che, quando ci lavavamo i denti insieme da bambini, invece di rincorrere il tappetto del dentifricio in giro per il lavandino, mettevo subito la mano nel foro dello scarico. Parafrasando il noto proverbio, si potrebbe dire che quando lo stolto guarda il tappo che finisce nel buco, il genio lo tappa!

Nonostante gli odiati studi di ragioneria, cui una famiglia modesta, bella ma molto numerosa, mi aveva costretto, ho dedicato le mie attenzioni a tutt’altro. Leggevo dei primi esperimenti di fine ottocento con l’elettricità, con la chimica, con l’ottica, con il magnetismo e ne restavo incantato. Mi dispiaceva non essere nato in quell’epoca di grandi scoperte. Come mi dispiace essere nato in un’epoca di innovazione globale in questa Italia, dove il genio italico troppo spesso si deve arrendere al genio (del male) burocratico. Però c’è ancora spazio, ci sarà sempre, per nuove scoperte se si è curiosi ed appassionati. E il fatto che un giovanotto, a 70 anni suonati, senta l’esigenza di condividerlo su un sito internet, la dice lunga….

In fondo, la ricetta per fare un inventore, non è poi così difficile: sgombrate innanzitutto il tavolo da qualsiasi preconcetto. Prendete poi un’ampia dose di curiosità, passione in abbondanza, mettete il tutto in un buon frullatore di idee e interessi, e aggiungete appena un pizzico di fortuna se ne avete. Qualora non la troviate in commercio – come temo – potete sostituirla con un assaggio di serendipità: quell’ingrediente segreto che trovi nascosto nella mensola della creatività mentre stai cercando tutt’altro. E infine il consiglio dello chef: leggi il libro di ricette rigorosamente al contrario e, soprattutto, “gira il cucchiaino”!
È il mio motto, la frase che da sempre ripeto ai miei figli e ai miei collaboratori: se una cosa non ti sembra possibile, prova a girarla, vedila dall’altra parte. Significa non dare niente per scontato, vedere le cose disponibili come uno stadio intermedio tra il passato ed il futuro e chiedersi come potere migliorarle.

Non sempre da questa ricetta escono ciambelle col buco… ma probabilmente scoprirai che sono molto più buone! Alcune delle ultime “ciambelle” le trovi su questo sito. Se ti piacciono scrivimi, mi farà piacere. Ma scrivimi soprattutto se non ti piacciono: la critica è l’ingrediente più prezioso, l’unico veramente indispensabile per continuare a cercare!

Carlo

 

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